Maria Teresa Sica

Il mio viaggio tra gli EONI (parte 4.1)

Così continuo a viaggiare con un’immagine della terra di nuovo sconfortante e giungo all’era Cenozoica, l’era terziaria, l’era attuale, suddivisa in tre periodi, l’ultima compresa nell’eone FANEROZOICO. Sono nel Paleogene, il primo periodo e comincio a d avanzare nella sua prima epoca: il Paleocene, ora quasi riconosco i nostri continenti, la loro posizione si avvia ad essere quella attuale. Se mi avvicino, riesco a distinguere tra le rocce uno strato anomalo, sono sedimenti di iridio, segno dell’impatto con il meteorite o delle eruzioni vulcaniche, causa dell’ultima grande estinzione. Fa freddo un po’ ovunque, gli ultimi eventi dell’era precedente devono aver provocato negli elementi chimici delle trasformazioni che hanno cambiato il clima, ma avanzando nel mio viaggio vedo che lentamente la temperatura si sta alzando. Posso dedurre che c’è stato un passaggio dal freddo al caldo umido, perché comincio a vedere foreste tropicali estese fino alle alte latitudini, i boschi arrivano fino ai poli, deve far caldo, ma ci deve essere anche molta umidità. Gli alberi ai poli hanno strane foglie larghe e cadenti, mai viste prima, forse utili a resistere in condizioni di notti e dì lunghissimi. Gli animali sopravvissuti si spostano, cercano luoghi dove poter sopravvivere, e ce ne sono di nuovi, con abitudini alimentari nuove, forse sono il risultato di un’evoluzione necessaria per rimanere in vita. Ed eccoli allora, comparire di nuovo mammiferi, rettili e moltissimi invertebrati, sempre i più resistenti. Vedo piante grasse e moltissime felci, e anche i primi fiori, che, andando avanti, vedo moltiplicarsi, grazie anche all’opera degli insetti. Continuo attraversando la seconda epoca, l’Eocene, e vado avanti nel tempo. La vegetazione ha raggiunto completamente i poli, fa davvero molto caldo e ci sono molte piogge, quindi molta umidità. Le felci acquatiche sono diffusissime nell’oceano, che quindi non deve essere tanto salato, e sono così abbondanti che restano sommerse, ma sott’acqua non c’è sufficiente ossigeno e quindi anche l’anidride carbonica nell’atmosfera aumenta, infatti cominciano a comparire i ghiacciai ai poli. Avanzo nel mio viaggio e rilevo una differenziazione nel mondo vegetale: vedo i boschi diminuire, già ai poli sono scomparsi e hanno lasciato il posto alla tundra, inoltre per la prima volta vedo dell’erba lungo il corso dei fiumi, gli alberi con foglie cadenti abbondano nelle zone tropicali, in altre zone, invece, ci sono le giungle. Accanto a questo vedo nuove forme di vita, altri mammiferi, rettili e uccelli, anche i pesci proliferano e poi riseco finalmente a vedere qualche primato. Volo all’epoca successiva, l’Oligocene, fa più freddo, l’Antartide è completamente ghiacciato e il mare sembra aver abbassato il suo livello. Nel complesso il clima è accettabile, però non è affatto favorevole per le specie che si erano adattate alle temperature più alte, anche i boschi, a causa dell’aumento del freddo, si modificano: le foglie si differenziano, per adattarsi alla nuova situazione climatica. Vedo apparire i primi prati estesi, vedo pianure, ma anche deserti, e poi i boschi si sono estesi alle zone equatoriali. Gli animali aumentano e si spostano, i mammiferi crescono, sono giganti, i rettili abbondano, ma alcuni non resistono e si estinguono, come pure alcuni animali marini, spariscono, forse anche perché prede di quelli nuovi.

Mts ©

CONTINUA…

Lascia un commento