Maria Teresa Sica

Parliamo di “Anno Luce”

Adoro stare a guardare il cielo, potrei rimanerci per ore, persa in quei miliardi di puntini luminosi.

La luce….

Lo so che sono impopolare, e per molti anche ignorante, ma proprio non riesco a credere al concetto di anno luce, all’idea che la luce viaggia nel tempo e che quella che vedo oggi sia stata prodotta prima, negli anni o anche a livello di millisecondi o unità di tempo ancora minori. No! A me piace pensare che la luce che vedo è emessa in quel preciso istante e, se si spegne, allora non la vedo più.

Non riesco a scollegare le stelle da questo stesso concetto.

Ma ci ho pensato!!

Ho immaginato un faro, acceso… non so, a Milano, allora, se il concetto di anno luce fosse vero, la luce emessa da quel faro dovrebbe arrivare a Palermo ed essere visibile, e rimanere tale anche dopo un po’, magari qualche millisecondo, che a Milano si spegne.

Si può obiettare sul concetto di intensità.

Ok, allora faccio lo stesso “gioco” tra Ischia e Napoli, o tra Formia e Sperlonga, se non ci sono ostacoli che interrompono il flusso della luce, questa dovrebbe arrivare a destinazione, dopo qualche millesimo di secondo, ma dovrei poter riuscire a vederla, e invece, per quanto intensa, per quanto assenti gli ostacoli, tra Formia e Sperlonga, questo non sempre accade.

È ancora un discorso di intensità o ostacoli al flusso della trasmissione? Ok!!

E allora penso alle comete. La luce di una cometa, quella che io vedo, dovrebbe corrispondere a quella emessa x anni luce fa. Bene, allora perché se una cometa si disintegra oggi, io non riesco più a vedere oggi la sua luce che, quando arriva alla mia vista, dovrebbe essere di ieri/anni luce?

E sempre riguardo le comete a volte si preavvisa: in un determinato mese sarà visibile una cometa, magari a occhio nudo, e la si potrà vedere per un determinato periodo, fino a quando si allontanerà per continuare nella sua orbita e non sarà più visibile. Ok, ma allora la luce di quella cometa quando sarebbe stata emessa?

E ancore, le meteore: la scia che si vede, quella delle stelle cadenti, a quando risalirebbe? Quella scia che vediamo non è la luce emessa da quella stella cadente nello stesso istante in cui “cadendo” si disintegra? Certo in questo caso però una precisazione è d’obbligo: le stelle cadenti non sono poi tanto distanti visto che la scia si crea grazie all’attrito del frammento che si crea mentre lo stesso “corre” a contatto con la nostra atmosfera.

No.. io non ci posso fare niente, continuerò a credere che la percezione della luce è in relazione alla sua emissione: ora la vedo perché ora c’è, e la distanza la attraversa immediatamente. Quasi come il suono, che più sei lontano meno lo senti, ma se lo senti è quello emesso in quel preciso istante.

Forse la luce attraversa il vuoto, tutto, nello stesso istante in cui si accende, forse nel vuoto si propaga …”senza alcun tempo”.  🙂 mi piace!!

🙂 io la penso così, ma sono aperta a comprendere ciò che non conosco.

 

 

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