Maria Teresa Sica

Luoghi comuni

“Se prima non imparerai ad amare te stesso, non potrai mai amare”… francamente non condivido per niente, forse sarà vero per alcuni, ma esistono anche persone capaci, capacissime di amare, perfino incondizionatamente, ma che, ahimè, non si amano affatto, anzi, sarebbe proprio l’amore ricevuto che, nutrendo autostima e insicurezze, le porterebbe poi finalmente anche ad amarsi.

I luoghi comuni sono creati per accompagnare le delusioni, per cercare di dare forza, motivazione, e false spiegazioni; mirano a insinuarsi nella mente e nel cuore delle persone che, deluse, si lasciano condizionare e smettono di pensare con la propria testa, anzi, con il proprio cuore.

Tuttologi, che avanzano la presunzione di spiegare il comportamento umano, come se l’individuo fosse parte di uno stormo di uccelli, o di un banco di pesci, in cui ogni elemento segue il moto di tutti gli altri. Ma anche in questi raggruppamenti, a guardar bene, ci sono “elementi” che si distaccano dalla massa, seppure di poco. Poi si ravvicinano, certo, ne hanno bisogno per garantirsi la sopravvivenza, ma le emozioni, il comportamento umano non può essere paragonato a quello di questi insiemi, e dunque bisogna prendere atto che esiste chi si distacca dalla massa, e rimane fedele a se stesso, anche a costo di rimanere solo, seppure quella solitudine, in fondo poi è solo sopravvivenza.

Luoghi comuni, che condizionano la maggior parte delle persone, le convincono di verità inesistenti, e le snaturano, ne condizionano lo stato d’animo, perché chiunque in fondo spera di riuscire a vivere.

Invece bisognerebbe tenere presente sempre che “individuo” vuol dire ”singolo”, “particolare”, “soggetto UNICO”, per comprendere il quale è necessario interagirci.

Quanti sono coloro che rispondono ai cosiddetti luoghi comuni e invece sono poi persone aride? Dunque l’unico modo per sapere se una persona collima oppure no con il luogo comune è sperimentare, verificare personalmente, senza dare peso a banali frasi fatte e generiche, poiché le cose non funzionano per tutti allo stesso modo.

Questi luoghi comuni mi fanno pensare anche ad alcuni detti popolari, che ho sempre analizzato con ironia. Mi riferisco a “chi di spada ferisce, di spada perisce”, “vino buono nella botte piccola”,  “collane di Venere”, “strabismo di Venere”, “pancia di Venere”… ‘sta Venere allora doveva stare assai rovinata!!! Ecco che tutte queste frasette non sono altro che affermazioni di autoconsolazione.

Alla fine, l’unica cosa che dà veramente risposte probabilmente attendibili è l’esperienza diretta, accompagnata dalla lettura con il cuore.

 ©Mts

 

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