Maria Teresa Sica

Quante persone popolano la nostra terra!!

Siamo tanti su questa terra, siamo veramente troppi, e se si considera che esistono luoghi disabitati, viene da sé che abbondano zone sovraffollate; la nostra Italia, alcune città della nostra Italia, in effetti lo sono. 

Gente che vive, gente che si forma, gente che lavora, gente che produce, gente che fruisce del meritato riposo. Una parabola naturale che tutti, o quasi, attraversano.

Purtroppo, nel tempo, la popolazione destinata a fruire del meritato riposo, con i relativi benefici, ha superato di gran lunga il numero della popolazione che lavora e produce, dato questo suscettibile di inevitabili conseguenze.

I pensionati sono più dei lavoratori, l’Italia è un paese di anziani, e le pensioni sempre più spesso non sono sufficienti. Il problema è grande, ma i fondi non ci sono, è un dato di fatto.

Nel tempo questo problema, prevedibile, è stato ignorato, nel tempo le inevitabili conseguenze si sono moltiplicate.

E allora? 

E allora ecco, pensioni insufficienti, età pensionabile sempre più ritardata.

È oggettivo: lo Stato non ce la fa.

Eppure è anche oggettivo che tutto quello che accade, conseguenza della necessaria organizzazione, non è giusto. Ingiusto pretendere che un lavoratore, superata una certa età, debba continuare nelle sue mansioni seppure è ovvio che non è più in possesso delle capacità necessarie. manca la velocità di pensiero, manca la forza e l’elasticità fisica; tante, troppe qualità vengono a mancare.

I pensionati, e coloro che ne avrebbero diritto fisicamente, ma non secondo le leggi in uso, sono troppi. La soluzione utile, esclusivamente sotto l’aspetto strettamente economico, sarebbe una sola: dovrebbero diminuire.

Ecco quello che sta facendo questo maledetto covid, sta decimando la popolazione e sta provvedendo a eliminare proprio coloro che pesano sulla spesa pubblica. Il covid sta attuando una velata operazione di sfoltimento degli esseri umani.

Per quanto triste, l’osservazione è lecita, perché le vittime sono state prevalentemente tra gli anziani. 

Sono gli anziani, e le persone fragili, quelli che non sempre gli resistono, ossia coloro che vivono di pensione o hanno diritto a supporti economici straordinari. 

Queste sono le persone che devono fare più attenzione, le persone da tutelare. Sono coloro che devono usare i dispositivi di protezione e d evitare assembramenti. A queste persone è consigliato di evitare locali chiusi e affollati, o almeno non ci si dovrebbero trattenere a lungo.

Ma dov’è che è complicato tenere sotto controllo queste situazioni più rischiose?

Mi vengono in mente i mezzi pubblici di trasporto e la scuola.

Ecco, il trasporto pubblico; ma perché non ci sono i dovuti controlli per evitare gli assembramenti che invece inevitabilmente si verificano?

E la scuola, uno dei luoghi in cui abbondano dipendenti “molto adulti”, gli aspiranti pensionati. Organizzata com’è adesso mi fa pensare alle caserme per gli alunni, e a luoghi ancora peggiori per i lavoratori, che sembrano essere “spediti” lì, dove l’operazione di sfoltimento può trovare terreno fertile. Ma è talmente ovvio che la situazione nelle scuole è preoccupante!

Dunque la domanda è una: qual è il motivo per cui fingono di non accorgersene? E quindi: non è che c’è “chi”, dalle conseguenze di queste scelte, potrebbe trarne un qualche beneficio?

Perché io, francamente, proprio non comprendo.

Mts©

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