Maria Teresa Sica

Le Parole di Gaia

Ve lo dico da anni: mi state soffocando

E ho voluto ci fosse chi ve lo ricordasse,

Di tanto in tanto.

Vi ho poi mandato segni: stavate esagerando

E voi li ignoravate come non importasse,

Continuando.

 

Non ce l’ha fatta Suolo, con i suoi movimenti

Che tanti di voi spesso ha mandato negli stenti

Togliendovi la casa, struggendo monumenti

Anche quelli che i secoli vider sempre splendenti.

 

Non ce l’ha fatta Acqua, con la sua ira fatale

Che vi invadeva diventando per voi stessi letale

E insorta quella dolce, ma anche quella di sale

Privandovi di alloggi, cibo, e di quanto esistenziale.

 

Neanche Aria ha potuto convincervi a lasciare

Che io potessi guarire per poi ricominciare

Vi ha spesso spaventati, forzandovi a scappare

Ma niente, voi non l’avete voluta ascoltare.

 

E per finire Fuoco, anche lui ci ha provato

Privandovi dei simili e quant’altro era creato

Piante, animali, molti li avete sterminato

Senza considerare che mi avete soffocato.

 

Segni e persone sagge li avete tralasciati

Folli esseri a rincorrere guadagni esagerati

Tutto ignorando.

Io ero il Paradiso che per voi fu creato

Voi avidi e immorali mi avete trascurato

Perseverando.

 

E allora io, da sola ho dovuto reagire

E ho fatto sì che foste obbligati a meditare

Ho dovuto fermarvi, tutti, per farvelo capire

Ho dovuto, con rammarico, anche sacrificare.

 

Dove non han potuto Suolo Acqua Aria e Fuoco,

Covid s’è imposto e subdolo ha invaso in ogni loco

A lui, con i suoi danni, non volevo arrivare

Ma a lui, ostile e potente, vi obbligo a capitolare.

 

Come una madre soffro a vedervi spaventati

Mi spiace per i bimbi che vedo assai smarriti

Per chi non ha difese, e se può resta in casa

Per chi non gli resiste, e da solo va all’ascesa.

 

Invece non mi spiace per chi arrogante impreca

Che neanche in questo stato, atti e lingua li placa

Chi blatera o ha il pensiero soltanto al materiale

Chi coglie l’occasione per tornaconto o far male.

 

Sono la vostra Casa, spero comprenderete

E che in futuro a ciò che fate poi ci penserete

Vi guardo e io per prima piango questo straziare

Ma sono calibrata a potermi riaffermare.

…E finalmente, ora, riprendo a respirare.

Mts ©

 

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